CARRIE: DAL LIBRO AL FILM

 





Carrie, il suo primo romanzo era da poco nelle librerie, quando king porta a casa un altra grande vittoria: vende i diritti del romanzo per la trasposizione al cimema alla Red Bank, che affida la regia ad un giovane Brian De Palma. Carrie è stato quindi il primo film tratto da un romanzo di uno semisconosciuto Stephen King (oggi la frase "tratto da un racconto di Stephen King" la possiamo trovare finanche sui fusti del detersivo) e non solo, all'epoca è stato anche il primo film a ricevere ben due nomination agli Oscar.




Carrie, non è il tipico film horror, da guardare con gli amici durante una serata a tema. Carrie è un horror serio, mette davvero paura perché scava nel profondo dell'anima, facendoti provare pena per la giovane Carrie White, facendoti giustificare e comprendere a fondo le motivazioni che l'hanno spinta a tale violenza. Ti fa riflettere e ti mette di fronte alla domanda: se io fossi uno dei compagni di classe di Carrie e mi trovassi quella sera alla festa del ballo, quale sarebbe stato il mio destino? Il mio "io" liceale in mezzo a quella furia omicida si sarebbe salvato? Io non sono mai stato un bullo, ma non posso neanche affermare di essere sempre intervenuto in difesa delle "Carrie White" che ho incontrato nella vita, e ad ogni visione, nel momento della fatidica scena del ballo, mi ritornano in mente tutte quelle volte in cui avrei potuto intervenire per difendere qualcuno e non l'ho fatto. Questo è Carrie: una dolorosa e vendicativa metafora del senso di colpa. Prima che horror è un film sul bullismo quindi.




Sissy Spacek, l'iconica attrice che noi tutti oggi conosciamo, all'inizio non fu presa in considerazione per il ruolo di Carrie da Brian De Palma (che pensava di affidare il ruolo a Glenn Close) finché il marito, Jack Fisk, non convinse il regista a farla partecipare alle audizioni. A De Palma piacque così tanto il modo di recitare della Spacek che le assegnò il ruolo da protagonista scalzando dal podio anche Amy Irving, che poi interpretò il ruolo di Sue Snell. Una curiosità: la Irving conobbe proprio sul set di Carrie, Steven Spielberg che in seguito diventerà suo marito. Per anni è circolata una voce secondo la quale, originariamente, Sissy Spacek era stata ingaggiata per il ruolo della Principessa Leila in guerre stellari, mentre Carrie Fisher avrebbe dovuto interpretare Carrie White. La Fisher secondo questa diceria si sarebbe rifiutata di girare la scena di nudo della doccia; le due attrici si sarebbero quindi scambiate ruoli e film. Il tutto è stato smentito dalla stessa Carrie Fisher, che con l’ironia che la contraddistingueva ha dichiarato di aver sempre amato essere nuda. Nella realtà però i collegamenti tra i casting di Carrie e Star Wars non mancano: William Katt, qui interprete nel buon Tommy, era originariamente stato scelto per il ruolo di Luke Skywalker; mentre Amy Irving in un primo momento avrebbe dovuto interpretare la Principessa Leila.






Per onor di cronaca ricordo che Carrie ha avuto un sequel, molto molto crudo, e decisamente dark, Carrie 2: La Furia (1999), e un deludente remake nel 2013 con Chloë Grace Moretz nei panni (sporchi di sangue) di Carrie e Julianne Moore in quelli di Margaret. Per ora... Come c'era da aspettarsi, sono tanti i cortometraggi che si ispirano o omaggiano il film così come quasi ogni film che è stato tratto dalla penna del re.


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