THE GLASS FLOOR: RACCONTO INEDITO IN ITALIA



The Glass Floor apparve per la prima volta su Startling Mystery Stories nell'autunno del 1967. Nell'autunno del 1990 invece King autorizzò la ristampa del racconto nel numero 298 di Weird Tales. 

Nell'introduzione a questa edizione King dice:

"Darrell Schweitzer, il curatore di Weird Tales, mi ha invitato a fare delle modifiche se volevo, ma ho deciso che probabilmente sarebbe stata una cattiva idea. A parte due o tre parole cambiate e l'aggiunta di un' interruzione di paragrafo, ho lasciato il racconto così com'era. Se mi fossi davvero messo a fare modifiche, il risultato sarebbe stata una storia del tutto nuova". 

La storia narra di Charles Wharton che con lintendo di far luce sulla morte della sorella, si reca nella casa del marito di lei, tale Anthony Reynard. In principio Reynard si rifiuta di fornire i dettagli della morte della moglie, ma, messo alle strette racconta che Janine è morta cadendo dalle scale da una stanza la cui soglia è stata murata. Charles insiste per buttare giù il muro in gesso ma una volta entrato nella stanza, dopo aver scoperto che la stessa ha il pavimento e il soffitto di vetro, perde l'equilibrio e muore a sua volta. 

Nell'introduzione al racconto di Weird Tales, King dice ancora:

"C'è quantomeno uno sforzo simbolico di creare dei personaggi che non siano sagomine di carta; Wharton e Reynard sono antagonisti ma nessuno dei due è il 'buono' o il 'cattivo'. Il vero malvagio si trova dietro la porta chiusa con il gesso. E ci vedo anche una strana eco de Il poliziotto della biblioteca. Quest'opera è un romanzo breve e sarà pubblicata come parte di una raccolta di romanzi brevi intitolata Quattro dopo Mezzanotte quest'autunno e se lo leggerete, penso che capirete cosa intendo. Per me è stato affascinante vedere la stessa immagine rifarsi viva dopo tutto questo tempo". 

King aggiunge:

"Sto autorizzando la ripubblicazione di questa storia per inviare un messaggio ai giovani scrittori che sono la fuori adesso, che provano a farsi pubblicare e collezionano lettere di rifiuto... Il messaggio è semplice: potete imparare, potete migliorare e potete essere pubblicati. Se c'è quella piccola scintilla, probabilmente prima o poi qualcuno la vedrà, che luccica flebilmente nel buio. E, se tenete viva quella scintilla annidata tra le frasche, può davvero crescere fino a diventare un vasto, sfolgorante incendio. A me è successo ed ha avuto inizio qui".  

Questa infatti è stato il primo racconto pubblicato e retribuito di un quasi ventenne Stephen King. Pare che per la pubblicazione su Startling Mystery Stories abbia ricevuto un compenso di 35 dollari. 


La genesi della storia secondo l'autore:

"Ricordo di quando mi è venuta l'idea della storia, ed è arrivata proprio come arrivano ora, per caso, senza squilli di trombe. Stavo camminando lungo una strada sterrata per andare a trovare un amico, e senza alcuna ragione presi a domandarmi come sarebbe stato trovarsi in una stanza il cui pavimento fosse uno specchio. L'immagine era così intrigante che scrivere la storia divenne una necessità. Non fu scritta per soldi; fu scritta perché io potessi vederla meglio. Di certo non la vidi così bene come avevo sperato; c'è ancora quel divario tra ciò che spero di compiere e ciò che in effetti riesco a fare. Tuttavia, ne uscii con due valide esperienze: una storia vendibile dopo cinque anni di lettere di rifiuto e un po' di esperienza". 


Per quanto non ci siano collegamenti diretti con altre opere di King la descrizione della casa del racconto ricorda per certi versi altre case misteriose dell'opera Kinghiana.

Stephen King scrisse:

"Pareva spuntare fuori dalla collina come un perverso fungo velenoso sovramisura, tutta mansarde e timpani e cupole sporgenti dalle finestre cieche. 


Come dicevamo poc'anzi, King nell'introduzione alla versione pubblicata su Weird Tales ci da qualche dettaglio in merito alla vendita della sua prima storia. 

Fu scritta: "per quanto riesco a ricordare, nell'estate del 1967, quando mancavano due mesi al mio ventesimo compleanno. Erano due anni che tentavo di vendere una storia a Robert A. W. Lowndes, che curava due riviste horror/fantasy. Aveva rifiutato con gentilezza diverse proposte e alla fine accettò questa, quando finalmente mi decisi a proporgliela. Quel primo assegno era di trentacinque dollari. Ne ho incassati di molti più grossi da allora, ma nessuno mi ha dato più soddisfazione; qualcuno mi aveva finalmente pagato soldi veri per qualcosa che avevo trovato nella mia testa". 

E ancora:

"All'inizio di questa storia c'è qualche pagina legnosa e scritta male, il chiaro prodotto di una mente creativa non ancora formata, ma l'ultimo pezzo chiude meglio di quanto rivordassi; c'è brivido genuino in ciò che il signor Wharton trova ad attenderlo nella stanza Est. Suppongo che sia almeno in parte la ragione per la quale ho acconsentito ad autorizzarne la ristampa dopo tutti questi anni".



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